Gravel / MTB

Via Francigena e Riserva di Monte Rufeno

Interessante e panoramico itinerario nel cuore della Tuscia viterbese, pedalando tra storia e natura.


Punto di partenza prescelto per questo itinerario è Bolsena, nota cittadina posizionata sul versante settentrionale dell'omonimo lago di origine vulcanica.

Dopo avere lasciato le auto in un comodo parcheggio gratuito all'altezza di un tornante nella parte alta del paese, nemmeno il tempo di agganciare i pedali ed eccoci già a un primo, notevole punto di interesse del tracciato odierno.

Transitando davanti al sagrato della chiesa di San Salvatore, una sosta è infatti d'obbligo sulla piazza antistante; qui si affaccia la mole della Rocca Monaldeschi, edificata tra i secoli XI e XIV e che oggi ospita il museo territoriale del lago di Bolsena, il cui specchio d'acqua si può ammirare affacciandosi proprio dai parapetti che circondano la piazza.

Ma non è tempo di crogiolarsi troppo, occorre pedalare. Continuando in salita, in vista del tornante successivo prendiamo la stradina che si sviluppa parallelamente sulla sinistra ed eccoci sul tracciato della Via Francigena, notissimo itinerario percorso da pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.

Non ci resta che seguire le indicazioni per Canterbury… ma sarà così lungo il percorso di oggi? Speriamo di no!

Il fondo diviene immediatamente sterrato, ma è sufficientemente compatto per permettere una pedalata rilassata, che ci consente così di godere del panorama che ci circonda. Con qualche breve tratto in contropendenza, stiamo risalendo lungo la caldera formatasi a seguito del collasso di un enorme vulcano, avvenuto più di 300.000 anni fa.

Al km 9,3 dell'itinerario, prendiamo la via Cassia e in breve giungiamo a San Lorenzo Nuovo, paese fondato verso la fine del XVIII secolo per accogliere gli abitanti di San Lorenzo alle Grotte, località sita più in basso verso il lago e minacciata dalla malaria e dalle frane. Una breve sosta nella piazza ottagonale per riempiere le borracce a una fontana e siamo pronti a ripartire.

Uscendo dal paese, sulla sinistra una deviazione potrebbe riportarci sulla Via Francigena. Ce la conserviamo per il ritorno; ora proseguiamo sulla via Cassia per raggiungere più rapidamente Acquapendente, al cui ingresso troviamo la Torre Julia de Jacopo, antica porta di accesso alla città e oggi destinata a ufficio turistico in cui raccogliere preziose informazioni sulla città e sulle escursioni da compiere nel circondario.

Lasciata Acquapendente, al chilometro 19,9 del tracciato prendiamo una breve deviazione in discesa sulla sinistra, che ci consente di evitare ulteriore traffico sulla via Cassia. Al termine della discesa, troviamo un'altra fontana. Qui il rabbocco delle borracce è d'obbligo, in quanto ci accingiamo a inoltrarci nella Riserva Naturale Regionale di Monte Rufeno, dove non troveremo punti di idratazione.

Decidiamo di compiere un anello in senso antiorario per esplorare la riserva e, così, oltrepassato il ponte sul fiume Paglia, giriamo a destra per percorrere un tratto di pianura con il profilo del castello di Torre Alfina che si staglia sullo sfondo.

Al km 26,4 inizia la salita. Ormai il fondo su cui pedaliamo è sterrato e, inizialmente molto compatto e scorrevole, diviene poi meno agevole superato un bivio (al km 28,1 del tracciato, tenendoci sulla sinistra) e successivamente oltrepassato un cancello (grazie allo spazio appositamente lasciato sulla destra a beneficio di pedoni e ciclisti).

Siamo nel cuore di una riserva naturale, istituita nei primi anni '80, che comprende quasi 3.000 ettari di boschi, ricchi di biodiversità, che si estendono a perdita d'occhio. Pedaliamo nel silenzio assoluto, rotto solo dal piacevole scricchiolio causato dalle nostre ruote sul terreno.

La salita è lunga 7 chilometri, con una pendenza media del 7%. Ma non si tratta di una salita regolare. Affrontiamo, infatti, diversi strappi con pendenze tra il 15% e il 20%, fortunatamente intervallati da punti in cui la strada spiana un po' e ci permette di riprendere fiato.

Al chilometro 32,2 dell'itinerario, poco dopo avere superato il Casale Marzapalo (una delle numerose costruzioni rurali sparse per la Riserva e che ospita un ostello e una base per campi Scout), la strada principale presenta un bivio, ma noi decidiamo per una "terza via", inoltrandoci nello stretto sentiero (poco visibile) che si trova al centro del bivio stesso.

Il fondo, ora, è decisamente più irregolare e impegnativo. Fortunatamente, la salita sta per terminare. Dopo poco più di un chilometro, infatti, superato un ripidissimo tratto in cui il ciclocomputer arriva a indicare una pendenza del 23% (!), la strada progressivamente spiana e, ripreso il largo tracciato principale della Riserva, ci prepariamo alla lunga discesa.

Con un paio di tratti in contropendenza, raggiungiamo velocemente (al km 37,6) i ruderi di un casale. Da qui ci attendono quasi due chilometri di discesa impegnativa, su fondo decisamente irregolare e con un piccolo torrente che decidiamo di oltrepassare a piedi, in considerazione dell'insidia che presentano le pietre scivolose che affiorano dall'acqua.

Al km 40,6 del nostro itinerario, dopo avere oltrepassato un altro cancello di delimitazione della Riserva, uscendo così da quest'ultima, la strada si allarga decisamente e altrettanto si apre il panorama davanti alle nostre ruote (e ai nostri occhi).

Percorriamo rilassati una piacevole discesa su strada bianca di quasi 3 chilometri e ancora più piacevole è la vista di un punto di ristoro, quanto mai opportuno, che troviamo all'incrocio prima del ponte che ci permetterà di riattraversare il fiume Paglia.

Dopo la (doverosa) sosta, riprendiamo la via Cassia per giungere nuovamente ad Acquapendente. Durante un giro in bicicletta, spesso si è portati a ritenere che, ripercorrendo al rientro alcuni tratti dell'itinerario affrontati all'andata, nulla di differente potremo ammirare. Ma non è sempre così. Molte volte, infatti, la semplice visuale contrapposta che si apre davanti alle nostre ruote permette di godere di scorci che ci sono sfuggiti durante il transito precedente. E' proprio ciò che accade ora, quando, riattraversando Acquapendente, ci appare la maestosa facciata della cattedrale del Santo Sepolcro, che nel tragitto di andata, per la sua posizione, non avevamo potuto apprezzare nella sua interezza.

Al km 50,2 del nostro tracciato, un bivio a destra permette di allontanarci nuovamente dal traffico automobilistico e di porre nuovamente le ruote delle bici su un piacevole segmento sterrato.

Rieccoci sulla Via Francigena, precisamente sul tratto di collegamento con San Lorenzo Nuovo che abbiamo tralasciato nel percorso di andata. Dopo circa 6 chilometri pedalando con la vista che spazia a 360 gradi sulla campagna circostante, riprendiamo la via Cassia, che percorriamo velocemente approfittando della lunga discesa che, via via, spalanca davanti a noi la magnifica vista sul lago di Bolsena.

Non ci resta, ormai, che percorrere in scioltezza gli ultimi pochi chilometri di pianura che ci separano da Bolsena. L'inconfondibile sagoma della Rocca Monaldeschi ci fa quasi da "faro" per indicarci la direzione da prendere per attraversare la suggestiva piazza principale della cittadina e rientrare infine, in leggera salita, al parcheggio di partenza.


QUANTO, COME, QUANDO

QUANTO

km totali: 69 di cui:

asfalto: 35,8 km

sterrato / strade bianche: 33,2 km

 

dislivello positivo: 1.250 mt

altitudine minima: 247 mt s.l.m.

altitudine massima: 688 mt s.l.m.

COME

Il percorso può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel e presenta tratti ripidi e impegnativi solo all’interno della Riserva di Monte Rufeno

QUANDO

L’itinerario è fattibile tutto l’anno, anche se, nei periodi piovosi, alcuni tratti saranno decisamente più difficili da percorrere per via del fango.


Note:

La descrizione del percorso e la traccia (che si può scaricare al link sotto all’altimetria), naturalmente, non tengono conto di eventuali interruzioni/impraticabilità che dovessero verificarsi per cause occasionali o di nuove chiusure di fondi attraversati.

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