Gravel / MTB
Sentiero della bonifica
Chiusi - Arezzo (bici+treno)
Un viaggio nel tempo, pedalando lungo il Canale Maestro della Chiana, alla scoperta di un'imponente opera di bonifica realizzata quando ancora queste terre erano divise tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio.
Punto di partenza per questo suggestivo itinerario è la stazione FS di Chiusi – Chianciano Terme, servita da treni regionali con possibilità di bici al seguito. Chi, invece, volesse portare in auto la bici allo start, potrà utilizzare il parcheggio gratuito che si trova poco distante dalla stazione, all'incrocio tra via Enrico Toti e piazza XXVI Giugno 1944.
Dopo appena sei chilometri di pedalata, è già il momento di una sosta: non si può certo rimanere indifferenti dinanzi allo scenario offerto dal lago di Chiusi, soprattutto nelle nebbiose mattinate invernali, né è facile resistere alla tentazione di "allungarci" un po' sui pontili che ci proiettano verso il largo.
Questo piccolo lago, la cui sponda orientale costituisce l'odierno confine tra Toscana e Umbria (un tempo si trattava di quello tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio), rappresenta il residuo di un'antica zona paludosa preesistente alla bonifica e, infatti, intorno ad esso si concentrano fauna e flora tipica di ambienti umidi.
Da uno specchio d'acqua all'altro: pedalando lungo un piccolo canale, eccoci, poco dopo, sulla sponda del lago di Montepulciano, meno esteso del lago di Chiusi e collegato a questo proprio dal canale che abbiamo appena sfiorato con le nostre ruote.
Siamo all'interno di una riserva naturale e lo specchio d'acqua è circondato da tipici canneti che costituiscono un habitat naturale per numerose specie di uccelli, avvistabili senza recare disturbo grazie a capanni e piattaforme dell'oasi LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) qui presente.
L'itinerario procede pressoché in linea retta. Seguiamo il Canale Maestro della Chiana, collettore per la bonifica della omonima valle (mediante convogliamento delle acque nell'Arno) il cui primo tracciato risale al XIV secolo e, così, tagliamo in due l'estesa pianura ormai trasformata in un'importante zona agricola.
Dopo 20 chilometri dalla partenza, superiamo il Callone di Valliano, opera settecentesca per la regolazione (e lo sbarramento in caso di piene) del flusso delle acque.
Continuiamo a pedalare seguendo il canale, su questa striscia quasi sospesa tra terra e cielo, con la sola compagnia di qualche uccello acquatico quasi sfrontatamente incurante della nostra presenza.
Dopo aver superato, al chilometro 32,4, la Botte allo Strozzo (manufatto idraulico realizzato per permettere al canale minore di incrociare in sopraelevata il principale), proseguiamo in direzione di Arezzo tra campi arati e coltivazioni che circondano antiche fattorie, alternate a più recenti costruzioni per la notevole ricettività turistica della zona.
Le nostre ruote solcano questa antica strada che veniva utilizzata per la manutenzione del canale, e delle relative chiuse, e che oggi è divenuta un sentiero ciclopedonale privo di asperità e perciò ideale per un turismo "slow" a basso impatto ambientale.
Intorno a noi si estendono a perdita d'occhio i territori che un tempo, prima che le complete opere di bonifica mettessero tutti d'accordo, furono oggetto di disputa tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, poiché ciascuno intendeva tutelarsi dalle piene che minacciavano l'Arno, da un lato, e il Tevere dall'altro e, perciò, tendevano a proteggersi a danno del confinante, con la costruzione di argini e la deviazione dei corsi d'acqua.
Un tratto asfaltato preannuncia la fine del sentiero, che termina bruscamente al chilometro 60 dalla partenza. Dopo le ore trascorse a pedalare in sicurezza sull'argine che segue il canale, fortunatamente l'impatto con il traffico cittadino di Arezzo è mitigato dalla possibilità di utilizzare una comoda pista ciclabile che ci conduce verso la stazione a prendere il treno che ci riporterà al punto di partenza, magari dopo avere effettuato una deviazione fuori traccia per salire a Piazza Grande ed ammirare le facciate delle antiche case dai ballatoi in legno e le torri merlate.
QUANTO, COME, QUANDO
QUANTO
km totali: 66,7, di cui:
asfalto: 8,5 km
sterrato / strade bianche: 58,2 km
dislivello positivo: 180 mt
altitudine minima: 237 mt s.l.m.
altitudine massima: 260 mt s.l.m.
COME
Il percorso è quasi interamente sterrato e, quindi, può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel.
Il dislivello è praticamente nullo.
QUANDO
L’itinerario è fattibile tutto l’anno, anche se si sconsiglia la percorrenza in piena estate in quanto il percorso è quasi interamente privo di ombra.
Inoltre, occorre fare attenzione ai periodi di pioggia abbondante, che può causare la piena del canale, con conseguente allagamento dei terreni circostanti, compreso il sentiero.