Gravel / MTB

Orvieto e dintorni

Dal famoso Duomo di Orvieto a un vertiginoso terrazzo su suggestivi calanchi, dal Castello della Sala al bosco della Selva di Meana. Esplorando le colline contrapposte che dominano la valle del fiume Paglia, ecco una piacevole pedalata tra storia, arte e natura.


Punto di partenza prescelto per questo itinerario è la stazione FS di Orvieto, raggiungibile con il servizio regionale delle ferrovie con possibilità di bici al seguito e dotata anche di un grande parcheggio gratuito per chi, invece, dovesse preferire arrivare allo start con l'auto.

N.b.: il parcheggio in questione è denominato "parcheggio della funicolare" e permette di raggiungere il piazzale della stazione ferroviaria attraversando i binari con una comoda rampa e il sottopassaggio.

Ci troviamo alla base della grande rupe tufacea dove sorge Orvieto, suggestiva cittadina che naturalmente rappresenta il primo, immediato, punto di interesse del nostro itinerario.

Circa 3 chilometri di salita "a freddo" mettono a dura prova le nostre gambe, ma la vista che si apre sulla piazza del Duomo fa dimenticare immediatamente la fatica.

Da uno stretto vicolo, improvvisamente le nostre ruote si fermano, quasi da sole, al cospetto di uno dei gioielli dell'architettura romanico-gotica italiana. Dedicato alla Vergine Maria assunta in cielo, il Duomo è stato edificato in più di 200 anni e presenta, all'interno, tre navate, facilmente intuibili ammirando la netta suddivisione dell'affascinante facciata.

Un breve percorso attraverso il centro storico della cittadina, ammirando anche la Torre del Moro, e siamo già con le bici in discesa. Attraversiamo il Paglia, uno dei maggiori affluenti del Tevere, e ci avviamo in direzione delle colline che si stagliano all'orizzonte. A brevi salite fanno seguito rapide discese, così come i tratti boschivi si alternano a momenti in cui il nostro sguardo può spaziare a 360 gradi sulle valli che ci circondano.

Al km. 17,3 del nostro itinerario, a conclusione di un breve e ripido strappo, ecco il primo segmento sterrato della giornata. Circa 4 chilometri di divertenti saliscendi, su un fondo compatto e pedalabile, ci portano ad attraversare un'ampia zona di vigneti.

Non a caso, davanti alle nostre ruote si staglia il torrione del Castello della Sala, edificato nel 1350 e oggi di proprietà dei marchesi Antinori. Presso la bottega del castello, situata a fianco delle antiche cantine, su prenotazione è possibile degustare ed acquistare i famosi vini prodotti nella tenuta.

Ma oggi siamo qui in modalità cicloturistica e preferiamo piuttosto ubriacarci del meraviglioso paesaggio che ci circonda. Una breve deviazione, infatti, permette di affacciarsi su un panorama davvero suggestivo.

Decine e decine di metri sotto di noi, il terreno argilloso e privo di vegetazione è stato modellato nel corso degli anni grazie all'azione erosiva dell'acqua e si presenta, oggi, con profondi solchi chiamati "calanchi" che creano singolari formazioni naturali.

Il sentiero percorre una stretta cresta con brevi saliscendi, che suggeriscono a chi soffre di vertigini di scendere dalla sella e precedere a piedi!

Dietro-front. Ritorniamo in vista del castello e lasciamo lo sterrato. Una breve salita ci conduce proprio sotto l'imponente torrione cilindrico posto sul lato meridionale della struttura.

Lasciamo alle nostre spalle il maniero, che purtroppo non è aperto per visite al pubblico, ripromettendoci di tenerlo in considerazione per una prossima uscita più enoturistica che cicloturistica… e letteralmente "planiamo" sulla valle del Paglia percorrendo una piacevole e lunga discesa.

Al km 31,8, in località Allerona Scalo, oltrepassati gli imponenti piloni che sorreggono la linea ferroviaria e superata una rotonda, lasciamo la strada principale per andare alla scoperta di ciò che ci offre il versante opposto della valle.

Rieccoci su un tratto sterrato. Una leggera salita, su fondo compatto e pedalabile, ci conduce all'interno della Selva di Meana, una suggestiva area boscosa particolarmente ricca di biodiversità.

Decidiamo di percorrere un anello in senso orario seguendo la strada che si sviluppa davanti alle nostre ruote. Il tracciato risulta agevole, a parte qualche punto in cui il brecciolino è un po' più denso, rendendo necessaria qualche accortezza in più.

Ma in generale si può condurre la bici in maniera rilassata. Ci godiamo la bellezza del paesaggio incontaminato che ci circonda e il silenzio rotto solo dal più piacevole suono che un amante del fuoristrada possa desiderare: il fruscìo quasi melodico delle ruote sul fondo di ghiaia.

Al km 43,5 del nostro itinerario la musica (per l'appunto…) cambia. Una stretta svolta a destra ed eccoci ad affrontare il tratto decisamente più impegnativo dell'escursione.

Il fatto che il fondo, ora, si presenti con una gettata di cemento ci fa immediatamente capire a cosa stiamo andando incontro. La strada, infatti, si impenna inesorabilmente, sviluppandosi per circa 3 chilometri con pendenze in doppia cifra e punte superiori al 20%, con alcuni tratti in brecciolino per rifiatare il più possibile.

Raggiungiamo, così, il punto più elevato del nostro percorso e iniziamo il lungo tratto di discesa che ci riporterà verso il fiume Paglia. Il fondo è inizialmente ben battuto, finché, al km 48 dell'itinerario, decidiamo di lasciare la strada che ci condurrebbe brevemente ad Allerona e di girare a destra.

Percorriamo così un lungo e accidentato sentiero, prestando la massima attenzione sia ai numerosi sassi smossi che compaiono davanti alle nostre ruote sia alle buche nel terreno conseguenza evidente del passaggio di cinghiali. Alla nostra sinistra, il profilo del borgo di Allerona, che si staglia sulla contrapposta collina, fa ogni tanto capolino tra i rami della fitta vegetazione.

Seguendo sempre il difficile sentiero, contrassegnato da alti pali metallici bianco-rossi, superiamo un paio di ruderi di casali e chiudiamo l'anello nella Selva per poi attraversare il Paglia e, percorsa una manciata chilometri di strada trafficata, giriamo nettamente a sinistra per raggiungere il pianeggiante lungofiume.

Ecco che l'inconfondibile skyline di Orvieto e del suo imponente Duomo improvvisamente compare davanti alle nostre ruote, quasi ad informarci che la pedalata sta volgendo al termine.

In effetti, siamo in dirittura d'arrivo. Un arrivo che migliore non potrebbe essere. Lontani dal traffico motorizzato, su una piacevole strada sterrata dal fondo compatto, pedaliamo affiancando il fiume Paglia godendoci gli ultimi chilometri della nostra escursione, con le bici che, quasi controvoglia, ci riportano al punto di partenza.


QUANTO, COME, QUANDO

QUANTO

km totali: 70,8, di cui:

asfalto: 31,8 km

sterrato / strade bianche: 39 km

 

dislivello positivo: 1.210 mt

altitudine minima: 111 mt s.l.m.

altitudine massima: 558 mt s.l.m.

COME

Il percorso può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel. Non è adatto ai neofiti del genere in quanto, nella Selva di Meana, presenta diversi tratti ripidi e impegnativi.

QUANDO

L’itinerario è fattibile tutto l’anno, anche se si sconsigliano i periodi piovosi per via del fango e delle pozze di acqua che si potrebbero incontrare.


Note:

La descrizione del percorso e la traccia (che si può scaricare al link sotto all’altimetria), naturalmente, non tengono conto di eventuali interruzioni/impraticabilità che dovessero verificarsi per cause occasionali o di nuove chiusure di fondi attraversati.

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