Gravel / MTB

Lago di Bolsena e Via Francigena

Interessante e panoramico itinerario "a doppia faccia", con la prima parte che si sviluppa senza alcuna asperità lungo la sponda del lago, mentre poi il tracciato segue due segmenti della via Francigena, con tratti boschivi che presentano passaggi su fondo sterrato decisamente impegnativi.


Punto di partenza prescelto per questo itinerario è il parcheggio che si trova sulla riva del lago al termine della discesa che proviene da Montefiascone. Lasciata qui l'auto, possiamo iniziare a pedalare mantenendo il lago di Bolsena alla nostra destra: fino alla città che dà il nome al lago, infatti, percorreremo l'agevole circumlacuale in senso orario.

Dopo appena 6 chilometri dalla partenza, superato un segmento di strada bianca, ci troviamo ad attraversare il pavè del suggestivo borgo dei pescatori di Marta.

Una sosta è d'obbligo e non comprometterà un'eventuale nostra "tabella di marcia", perché qui, dinanzi ai pescatori al lavoro per scaricare i frutti della loro uscita o a districare le reti, si assaporano una semplicità e una genuinità tali che il tempo appare davvero essersi fermato.

Pochi colpi di pedale per aggirare il promontorio ed ecco un affascinante tratto di lungolago dominato da un'impotente fila di platani che separano l'arenile dai verdi giardini adiacenti.

Dominato dall'ottagonale Rocca Farnese, il borgo di Capodimonte è uno dei luoghi più frequentati del lago. Qui, tra un giro al porticciolo turistico, una passeggiata nelle viuzze del centro storico o un tuffo nelle acque limpide approfittando della lunga spiaggia di sabbia, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Poco più avanti, lasciato il paese, al chilometro 14 dell'itinerario, scorgiamo un piccolo sentiero sulla nostra destra, introdotto da un cartello informativo con un QR code che ci permette, così, di scoprire i resti dell'antica città di Bisenzio, sull'omonimo monte che dà anche il nome alla maggiore delle due isole del lago (isola Bisentina, per l'appunto).

Per raggiungere le rovine, è necessario pedalare sul sentiero in salita, per poi continuare per un breve tratto a piedi lungo una staccionata in discesa, ben evidente sulla sinistra.

Ritornati sulla provinciale, una ripidissima discesa (che siamo ben lieti di percorrere in questa direzione…) ci porta nuovamente sulle sponde del lago, dove inizia il tratto più "selvaggio" della circumlacuale.

Ora, infatti, è una larga strada bianca a lambire le acque balneabili, su cui si affacciano lunghi tratti di spiaggia di sabbia scura, chiaramente derivata dalla disgregazione di rocce vulcaniche.

Quello di Bolsena, del resto, oltre ad essere il quarto lago d'Italia per estensione, vanta anche il primato del più grande lago vulcanico d'Europa, originatosi più di 300.000 anni fa a seguito del crollo dell'apparato vulcanico Vulsinio, il quale è collassato su se stesso a seguito delle eruzioni laviche.

La nostra pedalata, ad eccezione di un tratto pedonale in cui la bici va obbligatoriamente condotta a mano, prosegue tra campeggi, agriturismi e ristoranti a bordo lago, che si alternano a tratti con piccole insenature seminascoste, sicuramente più invitanti – queste ultime – a una piccola sosta lontano dalla folla.

Al chilometro 25,5 dell'itinerario, superato un suggestivo ponticello in legno, siamo obbligati a lasciare la sponda del lago; attraversata la via Cassia, affrontiamo ora una ripida strada sterrata che ci consente di raggiungere un suggestivo e panoramico tratto della via Francigena, che, dopo quasi sette chilometri di divertenti saliscendi, ci conduce dritti nel centro di Bolsena.

La "città dei miracoli" (nella basilica di Santa Cristina sono conservate le reliquie del sanguinamento dell'ostia che sarebbe accaduto nel 1263 a Pietro da Praga, sacerdote boemo che iniziava ad avere dubbi sulla presenza di Gesù nell'ostia) ci appare già da lontano, sovrastata dall'imponente Rocca Monaldeschi.

Un brevissimo tratto di pista ciclabile sul lungolago ci introduce a uno stretto e suggestivo segmento sterrato che si snoda tra i canneti, al termine del quale abbandoniamo la sponda del lago per tornare sulla via Cassia.

Qui ci troviamo davanti a un particolare geosito, denominato "pietre lanciate": una suggestiva parete di rocce basaltiche, costituita da numerosissimi prismi derivati dal raffreddamento delle lave a contatto con l'acqua.

Dopo nemmeno due chilometri, siamo pronti ad abbandonare il traffico della statale per girare a sinistra e raggiungere un altro tratto della Via Francigena, che costituisce decisamente la parte più impegnativa del giro.

Una ripida salita ci introduce a un segmento in fuoristrada immerso nel bosco. Superato un ponticello in legno, ci attende un deciso strappo (pendenza massima del 17%) su un fondo che certamente non favorisce la pedalata. Dopo avere attraversato via Cassia per percorrerne un tratto in sicurezza, protetti dal guard-rail, ci attende l'ultimo tratto sterrato prima di giungere a Montefiascone.

"Est! est!! est!!!": secondo la nota leggenda, nell'anno 1111 il re di Germania si stava recando a Roma per ricevere dal Papa la corona di Imperatore del Sacro Romano Impero ed era in compagnia del Vescovo Defuk, amante del buon vino. Quest'ultimo usava mandare in avanscoperta il suo coppiere Martino, con il compito di valutare il vino che veniva servito nelle osterie che avrebbero poi incontrato lungo l'itinerario e segnalare con la scritta "est" (in latino: "c'è", sottinteso "il vino buono") i luoghi più idonei e con la doppia "est est" quelli con il vino ancora migliore. Quando giunse a Montefiascone, Martino assaggiò un vino talmente buono che, accanto all'osteria, lasciò per il Vescovo la scritta "Est! est!! est!!!", che a tutt'oggi costituisce la nota etichetta (proprio così, con sei punti esclamativi) che avvolge le bottiglie di numerosi vini D.O.C. della località.

Prima di una degustazione di fine giro e della veloce discesa che ci ricondurrà al punto di partenza, tuttavia, è quasi "obbligatorio" percorrere un ultimo tratto di salita che ci porta sotto la rocca dei Papi, ad affacciarci dal punto panoramico che permette di abbracciare, ora con lo sguardo, tutto il lago che abbiamo già lentamente e piacevolmente "circondato" con la nostra bici.


QUANTO, COME, QUANDO

QUANTO

km totali: 59,9 di cui:

asfalto: 34,4 km

sterrato / strade bianche: 25,5 km

 

dislivello positivo: 818 mt

altitudine minima: 304 mt s.l.m.

altitudine massima: 602 mt s.l.m.

COME

Il percorso può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel e presenta, comunque, tratti impegnativi solo nella parte finale.

QUANDO

L’itinerario è fattibile tutto l’anno, anche se, nei periodi piovosi, alcuni tratti della Via Francigena saranno decisamente più difficili da percorrere per via del fango. In caso di percorrenza nei mesi più caldi, si suggerisce di prendersi del tempo anche per un tuffo nelle limpide acque del lago.


Note:

La descrizione del percorso e la traccia (che si può scaricare al link sotto all’altimetria), naturalmente, non tengono conto di eventuali interruzioni/impraticabilità che dovessero verificarsi per cause occasionali o di nuove chiusure di fondi attraversati.

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