Gravel / MTB
La valle dell'Aniene e la Via dei Monasteri benedettini
Dal tracciato di una vecchia ferrovia dismessa a un bellissimo percorso sterrato sulle sponde dell'Aniene, dal cuore dei Monti Simbruini alla scoperta dei monasteri benedettini di Subiaco: un itinerario di grande suggestione, pedalando sulle orme dei pellegrini che affrontano uno dei più importanti cammini di matrice spirituale del nostro Paese.
Punto di partenza prescelto per questo itinerario è la stazione FS di "Valle dell'Aniene-Mandela-Sambuci", raggiungibile con il servizio regionale delle ferrovie con possibilità di bici al seguito. Chi, invece, dovesse preferire arrivare allo start con l'auto, potrà usufruire del parcheggio nel piazzale della stazione o di quello assai più grande situato al di là della strada.
Iniziamo a pedalare sulla trafficata via Tiburtina, ma fortunatamente sono sufficienti poco più di 3 chilometri per lasciare l'asfalto e approcciare in sicurezza il primo segmento sterrato dell'itinerario, grazie a una breve discesa "a gomito" seminascosta sul ciglio della strada.
Percorriamo, così, il tracciato della ex ferrovia Mandela-Subiaco, chiusa nel 1933 e ora divenuta strada rurale, ma che conserva ancora qualche testimonianza dell'epoca, come alcune vecchie stazioni trasformate in abitazioni private.
Il percorso segue sempre la direzione del fiume Aniene, deviando quindi verso Subiaco. La vegetazione via via s'infittisce e in alcuni tratti nemmeno sembra di pedalare a poche decine di metri dalla trafficata via Sublacense, che invece è proprio lì che ci attende. Infatti, ci troviamo obbligati a percorrerla per un paio di chilometri, prima di raggiungere la località Madonna della Pace, dove abbandoniamo nuovamente l'asfalto.
Sarà forse perché siamo condizionati da questo toponimo, ma il tratto sterrato dove ora pedaliamo ci dà una straordinaria sensazione di serenità e quasi di piacevole simbiosi con la natura che ci circonda.
Ci troviamo sul tracciato del Cammino di San Benedetto, il notissimo itinerario turistico di matrice spirituale che si sviluppa da Norcia a Montecassino, passando anche per la valle dell'Aniene. Pur procedendo vicinissimi alla strada dove sfrecciano le auto, la protezione fornita dalla vegetazione ci fa sentire così lontani dai pericoli da darci la sensazione, al tempo stesso, di pedalare in un altro mondo.
Come sassi che rotolano contro corrente, risaliamo il corso del fiume pedalando lungo un tratto di agevole sterrato. Dopo pochi chilometri ritroviamo l'asfalto, mentre giungiamo in vista di Subiaco, dove abbandoniamo momentaneamente la sponda dell'Aniene.
Lasciato il paese alle nostre spalle e superata una breve salita, la strada si sdoppia. Tenendoci sulla sinistra, eccoci sulla famosa Via dei Monasteri, percorso storico, artistico e naturalistico di straordinario interesse. Avremo modo di percorrerlo interamente al rientro del nostro itinerario. Per ora, ci accontentiamo di uno scorcio sui resti della Villa di Nerone, per abbandonare poi la strada principale: una stretta deviazione sulla destra, infatti, ci riporta sulle sponde dell'Aniene.
Nuovamente immersi nella vegetazione, pedaliamo in sicurezza oltrepassando un paio di falesie frequentate dagli appassionati di arrampicata. Il fiume scorre sulla nostra destra e qualche agevole deviazione ci permette di raggiungere le sue sponde.
Il tracciato ora è nuovamente sterrato. Non presenta, comunque, alcuna difficoltà, ma solo alcuni saliscendi, idonei - del resto - a mantenere le gambe attive senza farci cedere alla tentazione di crogiolarsi troppo in questo ambiente bucolico che, in effetti, indurrebbe alla piena rilassatezza.
Al km 38,4 dell'itinerario, dopo essere transitati sotto le pendici dell'altura da cui domina l'abitato di Jenne (lo attraverseremo al ritorno), ritroviamo un tratto asfaltato, nei pressi della cascata di Trevi nel Lazio, che si può raggiungere con un breve sentiero percorribile tuttavia solo a piedi.
Appena 5 chilometri di strada ed eccoci nuovamente con le ruote in sicurezza su un tratto sterrato. Ci troviamo nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, mentre risaliamo il corso del torrente Simbrivio, che attraversiamo pedalando sul seicentesco ponte Renzi.
Poco più avanti, al km 45,5 del percorso, incontriamo la diga del Simbrivio. Qui, una breve sosta è d'obbligo, magari per reintegrare le energie sul prato adiacente il limpido laghetto formato dalla diga.
Ritornati in sella, dopo circa un chilometro una ripida salita ci conduce nel cuore di Vallepietra, borgo medievale situato quasi al confine con la regione Abruzzo e notissimo per l'antico Santuario della Santissima Trinità, da secoli luogo di culto e mèta di frequenti pellegrinaggi.
Il Santuario, tuttavia, non si trova in paese. Per raggiungerlo occorrerebbe allungare l'itinerario, proseguendo per una decina di chilometri lungo la strada in salita (decisamente impegnativa) che si arrampica sotto il costone della montagna.
E' il momento di girare le bici e di prendere la strada del ritorno. Lo facciamo scegliendo, questa volta, la strada asfaltata che ci riporta velocemente nel fondovalle. Al km 55 dell'itinerario, affrontiamo una panoramica salita di cinque chilometri che ci permette di raggiungere Jenne.
Il borgo, arroccato su uno sperone roccioso che domina il letto del fiume Aniene, situato centinaia di metri più in basso, presenta un interessante centro storico impreziosito dalla presenza di antichi portali in pietra e da decenni è stato scelto come punto di arrivo della "marcia della transumanza": rievocazione della migrazione delle mandrie e delle greggi, dai pascoli di pianura verso le zone montane, che si svolge ogni estate partendo a cavallo da Anzio.
Lasciato il paese, una leggera salita ci conduce al g.p.m. di giornata, in prossimità di un'area pic-nic e all'imbocco di una galleria, a 920 metri di quota. Ci attende, ora, la panoramica "Via dei Monasteri", che percorreremo quindi in discesa, con le luci anteriori e posteriori ben accese, perché numerose sono le gallerie disseminate lungo il percorso.
La strada prende il nome dai due monasteri benedettini che qui sono stati edificati. Il primo è il notissimo Sacro Speco, che ci appare improvvisamente davanti alle ruote, come un gioiello incastonato nella montagna, mentre usciamo da una curva.
Il monastero, che può essere eventualmente visitato con una breve deviazione in salita (ben segnalata a un bivio), presenta due chiese articolate su due livelli e addossate alla parete di roccia. Dalla chiesa inferiore si accede alla grotta dove San Benedetto da Norcia visse in preghiera, da eremita, maturando i princìpi su cui poi venne fondata la regola benedettina.
Ancora pochi chilometri di discesa ed ecco il monastero di Santa Scolastica, un grande insieme di edifici costruiti in epoche differenti, noto non solo per la regola benedettina "ora et labora" incisa ben evidente all'ingresso del sito, ma anche perché qui i discepoli di Gutenberg, nel 1465, portarono per la prima volta in Italia la stampa a caratteri mobili, impiantando così la prima tipografia nel nostro Paese.
"Attraversiamo" il complesso monastico (sì: proprio questa è la sensazione, grazie a un paio di sottopassaggi tra le strette mura degli edifici) e, al km 74 del nostro itinerario, rieccoci a Subiaco.
Guadagniamo nuovamente le sponde dell'Aniene grazie al suggestivo passaggio all'interno della torretta di guardia che ci introduce al Ponte di San Francesco, realizzato a schiena d'asino nel 1358 con un'ampia campata unica di quasi 40 metri, e ci ritroviamo sulla traccia che abbiamo seguito all'andata del nostro itinerario.
E' ora sufficiente seguirla a ritroso per ritornare al punto di partenza. Anche se si tratta di 25 km già percorsi, come spesso capita la visuale opposta che si apre davanti alle nostre ruote ci dà comunque la piacevole sensazione di esplorare un ambiente differente.
QUANTO, COME, QUANDO
QUANTO
km totali: 100 di cui:
asfalto: 59,3 km
sterrato: 40,7 km
dislivello positivo: 1.520 mt
altitudine minima: 300 mt s.l.m.
altitudine massima: 920 mt s.l.m.
N.B.: l’eventuale deviazione da Vallepietra per raggiungere il Santuario della Santissima Trinità comporta un aumento di 21 km a/r e 700 mt di dislivello positivo in più.
COME
Il percorso può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel; non presenta tratti impegnativi.
E’ necessario dotarsi di luci anteriori e posteriori per la discesa che riporta a Subiaco, in considerazione delle numerose gallerie che si attraversano.
Al rientro, in caso di particolare fretta o di cattive condizioni metereologiche sopraggiunte, è possibile accelerare evitando il tracciato sterrato dell’andata e sostituirlo con la percorrenza delle vie Sublacense e Tiburtina.
QUANDO
L’itinerario è fattibile tutto l’anno, eccettuati i casi di precipitazioni nevose a basse e medie quote. Sicuramente, il periodo più consigliabile per affrontare il percorso e godere sia di temperature miti sia dei colori accesi del “foliage” è quello della prima parte dell’autunno. Da evitare, in ogni caso, i giorni seguenti alle precipitazioni atmosferiche, a causa di vaste zone fangose che si formano nel tratto della ex ferrovia che precede Subiaco.