Gravel / MTB

Itinerario dei quattro laghi (bici+treno)

Dalla periferia di Roma nord-ovest, ecco un lungo, articolato e affascinante itinerario alla scoperta di quattro laghi vulcanici uniti da percorsi off road o, comunque, da strade a bassissima densità di traffico. Rientro in treno dalla stazione di Capranica-Sutri.


Punto di partenza prescelto per questo itinerario è la stazione FS di Roma Olgiata, che può essere facilmente raggiunta in treno, da ogni posizione della città, con la bici al seguito (linea FR3 delle ferrovie regionali) e che, inoltre, è dotata di un grande parcheggio auto per chi magari preferisce portare la bici allo start in completa autonomia.

Partiti, dunque, dalla stazione Olgiata, sono sufficienti pochi colpi di pedale per abbandonare immediatamente l'asfalto e ritrovarci a percorrere un piacevolissimo tratto sterrato che, parallelamente alla linea ferroviaria, ci porterà direttamente a Cesano.

Si attraversa un'azienda agricola (passaggio dei ciclisti, alla sinistra di un grande cancello, frequente e tollerato) e, al km 5,6 dalla partenza, un piccolo "affaccio" a sinistra, sotto il ponte della ferrovia, ci consente di ammirare i resti dell'acquedotto Traiano.

Poco dopo, si lascia la tenuta sfruttando lo spazio a destra di un grande cancello, sempre chiuso. Il passaggio non è di immediata percezione e risulta quasi invisibile a causa della prospettiva, considerato che la strada giunge proprio in direzione perpendicolare rispetto al cancello stesso. La foto seguente aiuta a trovare… il pertugio nascosto!

A Cesano, percorriamo pochi chilometri in salita su asfalto e, al km 10,3 dell'itinerario, in prossimità di una curva a gomito, lasciamo la strada ed entriamo a sinistra nel bellissimo territorio del lago di Martignano.

La lunga salita e la conseguente deviazione in discesa verso il lago ci fanno percepire nettamente l'origine vulcanica dello specchio d'acqua, il quale domina un ambiente rimasto incontaminato, grazie anche al fatto che nessuna strada è stata realizzata lungo il suo perimetro.

Dalle sponde del lago, ritorniamo con la ripida salita sulla traccia principale per poi "tuffarci" in una divertente discesa sterrata verso il lago di Bracciano, che raggiungiamo su asfalto, proprio di fronte al promontorio che ospita le case del centro storico di Anguillara Sabazia.

Ci troviamo in località "La Marmotta" e proprio qui gli scavi archelogici subacquei hanno riportato alla luce alcuni reperti che testimoniano la presenza del più antico villaggio su palafitte d'Europa, risalente al Neolitico (oltre 7.000 anni fa…) e che oggi giace a circa 10 mt di profondità.

Percorriamo pochi chilometri della circumlacuale in direzione nord e, al km 25 dalla partenza, ci ritroviamo di nuovo nella "comfort zone" di un segmento sterrato.

La ripida salita di via di Polline ci introduce a una strada bianca che un tempo doveva essere il ciglio di separazione tra le caldere dei due laghi. Una secca curva a sinistra precede un'altra salita in fuoristrada e la successiva discesa ci conduce sulla via Settevene-Palo, che percorriamo per circa 1,5 km.

Imbocchiamo a destra via Quarto di Fuori per "salvarci" dal traffico automobilistico e procediamo in sicurezza sulle colline che sovrastano Trevignano Romano, tra stradine secondarie e altri segmenti sterrati che, dopo lo scollinamento, costeggiando un golf club, ci conducono alle porte di Monterosi.

Con un diametro di appena 600 metri e una profondità media di 7, il lago di Monterosi, molto frequentato dai pescatori, è decisamente il più piccolo dei laghi vulcanici protagonisti della nostra escursione.

Lasciamo il bucolico ambiente lacustre per percorrere un lungo tratto della Via Francigena, costeggiando immense coltivazioni di nocciole, fino a giungere al km 55 dell'itinerario, dove è d'obbligo una sosta per ammirare l'anfiteatro di Sutri.

Realizzato tra il II e il I secolo a.C., ma completamente riscoperto solo grazie a scavi del XIX secolo, il monumento costituisce quasi un unicum nel panorama archeologico, in quanto interamente ricavato da un enorme blocco di tufo, senza l'ausilio di murature di sostegno.

Pochi km di asfalto e, dalla via Cimina, al km 60 svoltiamo sulla destra per affrontare nuovamente un lungo, piacevole e facile tratto sterrato. E' davvero notevole la sensazione di sicurezza che si prova ogni volta che si abbandona un segmento, per quanto breve, interessato dal traffico automobilistico, per ritrovarci così ad ascoltare solo il dolce suono dei nostri  pneumatici sul terreno.

Dirigendoci verso Ronciglione, il suo antico borgo medievale ci appare improvvisamente sulla sinistra. La cittadina, set naturale per alcune note produzioni cinematografiche (su tutte, "La vità è bella", di Roberto Benigni), meriterebbe anche una visita più approfondita ma il nostro obiettivo odierno è un altro e, quindi, dopo un passaggio in piazza del Duomo, giriamo intorno alla fontana degli Unicorni e ci ritroviamo subito sulla ripida salita che ci porta nella riserva naturale del lago di Vico.

Secondo la leggenda, il lago, che con i suoi 507 mt s.l.m. vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani, avrebbe avuto origine dalla clava che Ercole conficcò nel terreno per dimostrare la propria forza, sfidando gli abitanti del luogo ad estrarla. Poiché nessuno ci riusciva, fu proprio lo stesso semidio a compiere il brutale gesto, con una forza tale che, dal terreno, uscì un getto d'acqua così potente da formare il lago.

Ma noi non siamo semidei. Anzi: probabilmente, a questo punto dell'itinerario abbiamo anche bisogno di una sosta rigeneratrice per le nostre gambe e, allora, ecco che ci appare opportuna una breve deviazione (inclusa nella traccia scaricabile) per raggiungere le sponde del lago in prossimità del bar-ristorante "Bella Venere", dotato anche di una comoda area dedicata a grigliate e pic-nic, oltre che di una spiaggia attrezzata per la stagione estiva.

Ritornati sul percorso, continuiamo a pedalare immersi nei noccioleti che anche qui dominano il paesaggio, purtroppo non senza conseguenze circa l'alterazione dell'equilibrio ambientale del sito: i fertilizzanti utilizzati per le coltivazioni, infatti, hanno comportato un progressivo e preoccupante aumento della presenza della "alga rossa" nel lago, con conseguente diminuzione di ossigeno nelle sue acque.

La nostra sosta si dimostrerà presto una scelta opportuna. Ora ci attende, infatti, una lunga e impegnativa salita per raggiungere il punto più alto dell'itinerario: i 923 mt s.l.m. dello scollinamento in prossimità della vetta del monte Fogliano.

La salita è divisa in due netti segmenti, inframezzati da una discesa di circa due chilometri. Il tutto in fuoristrada (eccettuato un brevissimo tratto di asfalto sulla provinciale), con la prima parte decisamente più difficoltosa, considerato che ci trovamo a pedalare su un fondo con radici e pietre smosse che, in alcuni periodi dell'anno, possono anche trovarsi pericolosamente nascoste sotto un tappeto di foglie secche.

Oltrepassata la provinciale, invece, la situazione cambia radicalmente: la strada è ora più ampia e il fondo in terra battuta consente di rilassarci maggiormente, ammirando la fitta faggeta che ci circonda.

Circa 3,5 chilometri di divertente discesa ci riportano sull'asfalto. La presenza dei ricci di castagne a bordo strada ci ricorda che in questa zona non sono solamente le nocciole a farla da padrone.

Oltrepassata la via Cassia (l'incrocio è ormai opportunamente dotato di impianto semaforico), ci attende un ultimo tratto di strada in terra battuta, per giungere in totale sicurezza presso la stazione FS di Capranica-Sutri.

Da qui, il servizio di ferrovie regionali ci riporterà, pienamenti soddisfatti, al punto di partenza (treni diretti nel fine settimana, con cambi a Bracciano o a Cesano negli altri giorni).


QUANTO, COME, QUANDO

QUANTO

km totali: 98, di cui:

asfalto: 51 km

sterrato / strade bianche: 47 km

 

dislivello positivo: 1.700 mt

altitudine minima: 140 mt s.l.m.

altitudine massima: 923 mt s.l.m.

COME

Il percorso può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel. Sono escluse le bici da corsa perché inadatte ai segmenti in fuoristrada presenti.

QUANDO

L’itinerario è fattibile tutto l’anno, anche se, nei periodi piovosi, lunghi tratti saranno decisamente più difficili da percorrere per via del fango.


Note:

La descrizione del percorso e la traccia (che si può scaricare al link sotto all’altimetria), naturalmente, non tengono conto di eventuali interruzioni/impraticabilità che dovessero verificarsi per cause occasionali o di nuove chiusure di fondi attraversati.

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