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Anello panoramico in Ciociaria

Tra la valle del fiume Sacco e gli altipiani di Arcinazzo, un breve e panoramico itinerario alla scoperta della pista ciclopedonale del lago di Canterno e di quella realizzata sul sedime della vecchia ferrovia tra Piglio e Fiuggi.


Punto di partenza prescelto per questo itinerario è il parcheggio del centro sportivo comunale di Fiuggi, situato alla base della cittadina e comodamente raggiungibile dal casello Anagni-Fiuggi dell'autostrada A1.

Poche centinaia di metri percorsi (anche sfruttando una stradina sterrata) ed eccoci sulla provinciale che costeggia il lago di Canterno.

Un tempo definito "lago fantasma" (il livello delle sue acque mutava in continuazione a seconda della condizione dell'inghiottitoio carsico in cui defluivano), il bacino è sito in una riserva naturale istituita nel 1997.

Percorsa la sponda ovest del lago, con suggestivi affacci sullo stesso e sulle colline circostanti, dopo una breve salita prendiamo un sentiero sterrato sulla sinistra. La vegetazione si fa dapprima via via sempre più fitta, finché giungiamo a una radura aperta, proprio sul bordo del lago.

Pedalando un po' "a vista" per raggiungere in salita i margini della radura, posiamo ora le ruote su un ampio e agevole sentiero che in breve confluisce nella nuova pista ciclopedonale realizzata sulla sponda est del lago.

La pista è in terra battuta, quindi facilmente percorribile, il che consente, naturalmente, di godere con piacevole tranquillità del paesaggio che ci circonda. Un cartello attira la nostra attenzione: l'8 dicembre 2023 è stato piantato un grande albero di agrifoglio come simbolo di speranza e cambiamento e una sosta qui è davvero d'obbligo, per aggiungere al momento riflessivo quello contemplativo sul verdissimo specchio d'acqua su cui ci affacciamo.

Continuiamo a pedalare sulla pista, oltrepassando punti di ristoro e un parco fitness attrezzato, fino a che, al km 9 del nostro itinerario, giriamo a destra su una strada sterrata che ci riporta sull'asfalto. Ci attendono, ora, una breve ma ripida salita (pendenza massima 16%) e una lunga discesa fino a prendere la strada regionale Sublacense, in direzione di Guarcino.

Prima di entrare in paese, una grande fontana sulla destra ci consente di rabboccare le borracce. Del resto, sta per iniziare l'unica lunga salita della giornata.

Attraversiamo con ampi tornanti questa località, nota non solo per trovarsi alla base della stazione montana di Campo Catino (per chi volesse allungare fin lassù, si tratterebbe di aggiungere 18 km di salita al 6% medio di pendenza, con conseguente discesa per rientrare a valle), ma anche per due specialità gastronomiche: il prosciutto d.o.p. e gli amaretti.

Ignorato (almeno per oggi…) il bivio per Campo Catino, percorriamo la salita dolce e assolutamente "pedalabile" che, immersa nel verde, in poco meno di 10 chilometri ci porta a superare quota 1.000 s.l.m., nei pressi del colle della Cimetta, sugli altipiani di Arcinazzo.

Al km 30,1 del percorso, giriamo a sinistra e, superata (e debitamente richiusa dietro di noi) una recinzione di contenimento per il bestiame, percorriamo una bellissima strada sterrata che alterna tratti più sassosi e tecnici ad altri più compatti e scorrevoli in mezzo all'erba.

Dopo meno di 4 chilometri, ritroviamo l'asfalto e in breve eccoci a pedalare sulla Strada del Vino Cesanese, che attraversa un territorio collinare e montano con piccoli borghi immersi nel verde. Ed è proprio con vista su uno di tali paesi che, dopo una breve salita, scolliniamo e "planiamo" velocemente: siamo a Piglio.

Attraversiamo il paese ammirando le sue suggestive costruzioni in pietra, fino a incrociare, al km 45,6 dell'itinerario, la pista ciclabile che proviene da Paliano. Si tratta di una pista asfaltata realizzata lungo il sedime di una vecchia linea ferroviaria realizzata nel 1930 e successivamente dismessa, come immediatamente ci suggerisce il transito accanto proprio a una delle stazioni dell'epoca.

Procediamo lungo la ciclabile in piena sicurezza e in tranquillità. Siamo in salita ma, trattandosi del percorso su una vecchia linea ferroviaria, naturalmente la pendenza è lieve. La sola accortezza è quella di evitare alcune pericolose basi circolari in metallo dove erano un tempo inseriti dei paletti e che "sciaguratamente" non sono state segate per essere livellate con l'asfalto.

Pedaliamo a mezza costa sulla collina, con ampia vista sulla valle del fiume Sacco, che possiamo anche ammirare mentre ci riposiamo approfittando di una "big bench", esemplare di panchina gigante realizzata seguendo un progetto partito dalla regione Piemonte allo scopo di valorizzare punti panoramici del territorio.

Per un breve tratto la pendenza aumenta. Siamo in vista del borgo di Acuto. I resti dei vecchi tralicci ferroviari e un paio di tipici ponti con arcate in muratura ci rammentano, qualora ce ne fosse bisogno, il suggestivo luogo dove stiamo pedalando.

Scolliniamo proprio ad Acuto, in prossimità della vecchia stazione, sapientemente riqualificata come palestra per attività sportiva dilettantistica e punto di riferimento per i giovani del posto.

La ciclabile attraversa un paio di volte la strada principale e, con una piacevole discesa di circa 5 chilometri, ci permette di arrivare in sicurezza a Fiuggi. Ritroviamo, ora, un po' di traffico automobilistico (ci eravamo quasi dimenticati di cosa fosse…). Fortunatamente, il parcheggio dove avevamo lasciato le auto è raggiungibile velocemente per completare il nostro itinerario odierno.


QUANTO, COME, QUANDO

QUANTO

km totali: 63,1 di cui:

asfalto: 38,5 km

sterrato: 6,5 km

pista ciclabile asfaltata: 15,4 km

pista ciclabile sterrata: 2,7 km

 

dislivello positivo: 1.075 mt

altitudine minima: 489 mt s.l.m.

altitudine massima: 1.009 mt s.l.m.

COME

Il percorso può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel. Sono escluse le bici da corsa perché inadatte ai segmenti in fuoristrada presenti.

QUANDO

L’itinerario è fattibile tutto l’anno, anche se, nei periodi piovosi, lunghi tratti saranno decisamente più difficili da percorrere per via del fango.


Note:

La descrizione del percorso e la traccia che si può scaricare al link sotto all’altimetria, naturalmente, non tengono conto di eventuali interruzioni/impraticabilità che dovessero verificarsi per cause occasionali o di nuove chiusure di fondi attraversati.

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