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Altopiano delle Rocche e Piani di Pezza
Ovindoli, Rovere, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Terranera: un suggestivo percorso ciclabile che collega cinque borghi d'Abruzzo al cospetto del massiccio del Sirente. Due variazioni completano l'itinerario: la salita all'anfiteatro dei Piani di Pezza, sotto le pendici del monte Velino, e l'anello nella Valle d'Arano, in direzione delle gole di Celano.
Punto di partenza del nostro itinerario è il grande parcheggio nei pressi della rotonda sulla S.S. 696 che si trova alle porte di Ovindoli, nota stazione sciistica il cui toponimo viene fatto risalire al termine latino "ovis" (pecora), a testimonianza degli allevamenti qui già diffusi in epoca antica.
Scaricate le bici dalle auto, sono sufficienti pochi colpi di pedale per imboccare immediatamente la pista ciclabile che ci permetterà di attraversare la piana in sicurezza.
Dopo un paio di chilometri, la pista, sempre ottimamente segnalata, attraversa la statale e prosegue in direzione nord. Il fondo è agevole, un misto tra strada bianca e sterrato compatto, e il dislivello è pressoché irrilevante.
Dinanzi alle nostre ruote compare Rovere, borgo tra i più antichi del territorio (come testimoniato dai ruderi del suo castello), che aggiriamo seguendo sempre la pista, che ora presenta due improvvisi cambi di pendenza (a una ripida discesa, fa eco una salita che arriva al 17% di pendenza…).
Ci troviamo sul tracciato del "grande anello del Parco", un percorso di 80 chilometri che si snoda nel cuore dell'altopiano che si estende tra la cima del Sirente (mt 2.349 s.l.m.) e la vetta del Velino (mt 2.487 s.l.m.), che in questa zona sono sovrastate solo dal massiccio del Gran Sasso, ben visibile all'orizzonte nelle giornate più limpide.
La ciclabile attraversa nuovamente la statale e, dopo pochi chilometri, eccoci nella piazza di Rocca di Mezzo, dove possiamo approfittare per rabboccare le nostre borracce con la freschissima acqua che sgorga dalla grande fontana in pietra.
Proseguiamo sempre in sicurezza sulla pista ciclabile fino a giungere alle porte di Rocca di Cambio, anch'essa nota stazione sciistica, con un impianto di risalita che permette di raggiungere la stazione di Campo Felice (era l’unica maniera per farlo, prima della realizzazione del tunnel che consente ora di raggiungere in auto la piana al di là della catena montuosa).
Prima di giungere in paese, giriamo a destra per percorrere ora un suggestivo anello in una zona dell'altopiano caratterizzata da importanti fenomeni carsici, con pozzi e inghiottitoi che raccolgono l'acqua che poi riaffiora nelle note grotte di Stiffe, nella vallata al di là del crinale.
La ciclabile sfiora il borgo di Terranera, stazione del Cammino di San Tommaso, itinerario di matrice spirituale e naturalistica che collega la basilica di San Pietro, nella capitale, alla costa d'Abruzzo
Al km 18,6 la ciclabile diviene asfaltata e prosegue proprio sul bordo della provinciale, che seguiamo fino ad attraversare nuovamente Rocca di Mezzo.
Oltrepassato il paese, eccoci ad affrontare la prima delle due salite di giornata. L'unica asfaltata, comunque.
Poco più di 4 chilometri, con pendenze assolutamente agevoli, e scolliniamo a quota mt 1.505 s.l.m., in un ambiente montano davvero unico e suggestivo.
I Piani di Pezza si aprono davanti alle nostre ruote come un maestoso anfiteatro dominato dalle pendici del monte Velino. E' un vero piacere percorrere tutta la strada sterrata che si inoltra nella piana, fino in fondo, dove naturalmente facciamo dietro/front, per godere di un'altra visuale su questo isolato altopiano popolato da mandrie di bovini al pascolo.
Lasciamo i Piani di Pezza seguendo la strada sterrata che, con una salita di circa 4 chilometri, ci conduce al g.p.m. di giornata. Siamo su una "sella" a quota mt 1.583 s.l.m., circondati dai boschi che ricoprono le pendici di alcuni dei numerosi monti del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.
Come spesso capita in montagna, la successiva discesa è più impegnativa della salita. Pedaliamo con estrema attenzione per circa tre chilometri, su un "tappeto" di pietre smosse. Si balla parecchio, soprattutto con le bici gravel, e l'andatura, di conseguenza, è decisamente turistica…
Con i polsi un po' indolenziti, ritroviamo finalmente l'asfalto al km 43,1 del nostro itinerario, in prossimità dell'impianto di risalita "Dolce Vita" della stazione sciistica di Ovindoli-Monte Magnola.
Da qui, le ruote scorrono veloci in discesa fino al parcheggio di partenza. Ma… non è finita!
Al di là della rotonda, infatti, riprendiamo un ulteriore segmento del percorso ciclabile del Parco, per andare a scoprire il suggestivo anello della Valle d'Arano.
Si tratta di un percorso ciclopedonale (ma frequentato spesso anche a cavallo), interamente pianeggiante e su fondo compatto, privo di alcuna difficoltà e reso ancor più piacevole dal fatto che si trova quasi interamente all'ombra, immerso in un bosco di noccioleti e faggi.
In fondo alla valle, in prossimità di un fontanile dove possiamo approfittare per l'ultimo rabbocco di giornata delle borracce, inizia il sentiero pedonale che, volendo, conduce in uno dei canyon più famosi e spettacolari d'Italia: le gole di Celano.
Ma lasciare qui le bici incustodite per lungo tempo sarebbe davvero un azzardo. Affronteremo, quindi, il trekking per le gole in un’altra occasione. Ora è il momento di chiudere l’anello ciclabile della valle e rientrare così, questa volta definitivamente, al punto di partenza.
QUANTO, COME, QUANDO
QUANTO
km totali: 55,5 di cui:
asfalto: 13,5 km
sterrato/strade bianche: 42 km
dislivello positivo: 590 mt
altitudine minima: 1.255 mt s.l.m.
altitudine massima: 1.583 mt s.l.m.
COME
In considerazione del terreno sassoso presente ai Piani di Pezza e sul tratto che da lì conduce a Ovindoli, il percorso completo può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel e non è adatto ai neofiti del genere, in quanto la discesa verso Ovindoli è piuttosto impegnativa. In alternativa, è possibile evitare il tratto più tecnico, tornando indietro sulla strada asfaltata che ha condotto ai Piani di Pezza, percorrere la discesa e girare a destra dopo circa un km in direzione di Rovere, dove si potrà riprendere la ciclabile pianeggiante che riporta a Ovindoli.
QUANDO
Trattandosi di itinerario interamente in quota, il tracciato è percorribile dalla tarda primavera fino all’inizio dell’autunno. In piena estate si soffrirà un po’ il caldo, in quanto il percorso è quasi interamente privo di ombra, con l’eccezione dell’anello della Valle d’Arano.