Gravel / MTB

All’ombra dei cipressi della Val d’Orcia

Tra la via Francigena e alcuni tratti della cicloturistica "Eroica", ecco un itinerario per pedalare su e giù per le colline di una delle tante meraviglie del nostro Bel Paese (non a caso inserita nella lista Unesco dei patrimoni dell'umanità), con la fatica ricompensata dall'immersione in un paesaggio che, cambiando radicalmente a seconda delle stagioni, offre differenti policromie se esplorato più volte nel corso dell'anno.


Punto di partenza prescelto per questo itinerario è l'ingresso del borgo medievale di Asciano, nei pressi del grande parcheggio dello stadio G. Marconi, dove è possibile lasciare l'auto, e poco lontano dalla stazione FS raggiungibile con il servizio regionale delle ferrovie con possibilità di bici al seguito.

Prima di iniziare a pedalare sul tracciato che ci porterà alla scoperta delle meraviglie della Val d'Orcia, possiamo dedicare qualche minuto all'esplorazione dei vicoli del paese e magari riempire il "serbatoio" con qualche prelibatezza locale, considerato che non saranno poche le energie che occorreranno per completare il giro senza soffrire troppo.

Occorre forse un rapido check per quanto concerne la situazione della bici o, magari, ci sono regolazioni last minute da fare? Nessun problema: proprio all'inizio dell'itinerario troviamo, infatti, una completa "officina meccanica self-service", con due cavalletti, pompe a colonna e utensili per la manutenzione dei nostri mezzi. Considerata l'attenzione che, evidentemente, da queste parti riservano alla nostra passione, la giornata inizia decisamente sotto i migliori auspici!

Appena 3 km di pedalata in falsopiano ed eccoci sulla prima salita. Siamo ancora su un tratto asfaltato e la strada procede immersa nei campi, con qualche cambio di pendenza, fino a portarci al cospetto di uno dei panorami più iconici di tutta la regione.

Al km 6,2 del tracciato, infatti, è sufficiente lasciare la strada per qualche metro, inoltrandoci sulla nostra destra con bici condotta a mano, per poterci affacciare all'interno di una "cartolina" che racchiude il tipico paesaggio delle crete senesi, dominato da una sinuosa strada bianca contornata dai nostri protagonisti di giornata: i cipressi della Val d'Orcia.

Ripresa la nostra strada, dopo lo scollinamento giriamo a destra a un bivio (che poi ritroveremo sulla strada del ritorno) per iniziare il nostro percorso "ad anello" intorno a queste dolci colline che, in verità, nascondono le insidiose e ripidissime salite che caratterizzano molti dei percorsi in Toscana.

Proprio uno di questi “strappi” ci fa oltrepassare il borgo di Chiusure, dopo il quale giriamo a sinistra per raggiungere l'ingresso della notissima Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, grande e suggestivo complesso edificato nel XIV secolo dove i monaci seguono la regola di San Benedetto e che vale la pena di visitare.

Ritornati indietro sul percorso fino a Chiusure, uscendo dal paese ecco che per le nostre gambe inizia il bello. O il "ballo", dipende dai punti di vista. Ignorando la curva asfaltata in discesa, infatti, ci dirigiamo verso gli ulivi che ci attendono per introdurci nel primo tratto sterrato del percorso e ci troviamo a pedalare sulle… montagne russe!

Il fondo sotto le nostre ruote, trattandosi di una "strada bianca", è abbastanza compatto, ma le pendenze importanti che, sia in salita che in discesa, si susseguono rendono la pedalata decisamente impegnativa. Non tutti i mali, comunque, vengono per nuocere: ogni sosta per riprendere fiato, infatti, concede la possibilità di guardarsi intorno con maggiore attenzione, per non farsi sfuggire le meraviglie del luogo, come i suggestivi calanchi di Chiusure o lo "skyline" dell'imponente Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, che da qui possiamo ora apprezzare in tutta la sua completa estensione.

Al km 19 del nostro itinerario, il fondo stradale cambia decisamente. Dal tipico "brecciolino" delle strade bianche, passiamo alla terra battuta, con alcuni tratti di sabbia. Procediamo in discesa, con molta attenzione anche per via dei solchi longitudinali lasciati dalle macchine agricole, pedalando tra vigneti e boschetti di ulivi, fino a raggiungere, al km 20,9 del percorso, un tratto di provinciale che fa parte dell'Eroica, la celebre manifestazione destinata agli amanti delle bici d'epoca.

Siamo nuovamente su una strada bianca, questa volta larghissima, e pedaliamo agevolmente su una salita senza pendenze eccessive. Il paesaggio della Val d'Orcia ci abbraccia con i suoi colori, che cambiano con il susseguirsi delle stagioni, alternando il verde brillante e i fiori della primavera al giallo-oro del periodo estivo (chi non ricorda la famosa scena della camminata attraverso i "Campi Elisi" nel film "Il Gladiatore"?), fino all'ocra e al marrone dei campi arati nei mesi più freddi. Percorrere il tracciato in diversi momenti dell’anno, quindi, dà quasi la piacevole sensazione di scoprire ogni volta nuovi ambienti.

E poi… ci sono sempre loro, i protagonisti. I cipressi che, a volte, circondano eleganti casali (quasi a volerli sottrarre alla curiosità dei turisti), ma che spesso appaiono invece in lunghi filari sulla cresta di una collina.

Ci piace immaginarli come pennelli messi a disposizione per essere utilizzati dai numerosi pittori che, come del resto i fotografi, sono sempre giunti da ogni parte del mondo per immortalare questa terra davvero unica.

Al km 28,3 del nostro itinerario, terminata una lunga discesa, l'incantesimo pare spezzarsi. Siamo ora obbligati, infatti, a percorrere qualche chilometro della trafficata via Cassia, per raggiungere Torrenieri.

Oltre che sul percorso dell'Eroica, ci troviamo ora sulla Via Francigena e ciò è testimoniato dal numero dei viandanti e dei pellegrini zaino-in-spalla con i quali condividiamo il nostro punto di ristoro della giornata. Del resto, siamo ormai a metà dell'itinerario odierno e una sosta per reintegrare le energie e riempire le borracce, in previsione delle salite che ancora ci attendono, qui è decisamente d'obbligo.

Lasciato il paese, pochi chilometri ed eccoci nuovamente in fuoristrada. Attraversato il ponticello sul torrente Asso, una ripidissima salita (con pendenza che sfiora il 20%) ci permette di raggiungere una collina. "Strada privata", ci informa un cartello, ma… "passaggio consentito a piedi, a cavallo e bici"!

Possiamo, così, attraversare in piena sicurezza il famoso "cerchio di cipressi" di San Quirico d'Orcia, che fa il paio con l'altro gruppo di cipressi, più fitto e di forma romboidale, che si è soliti ammirare percorrendo la via Cassia.

Attraversata quest'ultima grazie a un sottopassaggio, eccoci ora a risalire la collina contrapposta. La strada, su fondo sterrato, s'impenna decisamente, ma diversi punti in cui la pendenza diminuisce consentono di rifiatare e di godere appieno del paesaggio circostante.

Come spesso capita, in bici ma non solo, sostare e voltarci indietro ci consente di apprezzare da una differente prospettiva i luoghi che abbiamo appena attraversato. Ed è esattamente quello che ora proviamo, ammirando dall'alto i due gruppi di cipressi che poc'anzi abbiamo salutato.

Terminata la parte più ripida della salita, il tracciato diviene più ondulato. Pedaliamo quasi "in cresta", piacevolmente circondati da un panorama così unico da avere reso questa zona meritevole di essere inserita, nell'anno 2004, nella lista Unesco dei patrimoni dell'umanità. Nell'occasione, la commissione incaricata ha definito la Val d'Orcia "eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo rinascimentale per rispecchiare gli ideali di buon governo e per creare un'immagine esteticamente gradevole".

Pedialiamo nuovamente su un tratto dell'Eroica, raggiungendo il punto più elevato del nostro percorso. Oltrepassiamo Lucignano d'Asso, piccolo borgo che sorge su un antico insediamento etrusco, e affrontiamo una piacevole discesa che ci riporta nuovamente, e definitivamente, con le ruote sull'asfalto, al chilometro 51,9 della traccia.

Pochi minuti ed ecco apparire dinanzi a noi l'inconfondibile mole di un castello: siamo ai piedi di San Giovanni d'Asso, che raggiungiamo affrontando una breve salita.

Il castello, la cui edificazione risale al XII secolo, ospita il museo del tartufo. Si tratta del primo museo italiano dedicato a questo prezioso frutto della terra. Ma non è questa, comunque, l'unica prelibatezza di questo territorio così prodigo di attrazioni (anche) enogastronomiche: oltre al tartufo bianco delle crete senesi, infatti, la Val d'Orcia è rinomata per i vini (con le cantine di Montalcino note in tutto il mondo), l'olio DOP (una bellissima sagra del "primo olio" si tiene ogni autunno nell'affascinante borgo di Montisi), salumi come quello della nota "cinta senese", il pecorino di Pienza e… basta così, stiamo ancora pedalando e non vorremmo morire di fame prima di arrivare!

Lasciato il paese, la strada prosegue ancora in salita e ci riconduce al bivio nei pressi di Chiusure dove avevamo iniziato il nostro percorso ad anello. Da questo punto, quindi, ripercorriamo in senso inverso i primi chilometri dell’itinerario odierno.

Al km 59 del percorso, le nostre fatiche possono dirsi terminate e possiamo goderci la piacevole discesa e il successivo, breve, tratto di pianura che ci riporta al cospetto della torre campanaria della Collegiata di Sant'Agata: siamo così ritornati ad Asciano.


QUANTO, COME, QUANDO

QUANTO

km totali: 68, di cui:

asfalto: 37,9 km

sterrato/strade bianche: 30,1 km

 

dislivello positivo: 1.250 mt

altitudine minima: 155 mt s.l.m.

altitudine massima: 385 mt s.l.m.

COME

In considerazione dei suoi lunghi tratti in fuoristrada, il percorso può essere affrontato solo con una MTB o una bici gravel; non è adatto ai neofiti del genere, o a ciclisti con poco allenamento, in quanto presenta numerosi punti ripidi e impegnativi, anche in discesa.

QUANDO

L’itinerario è fattibile tutto l’anno ed è anche da ripetere in più occasioni per godere delle differenti prospettive cromatiche che offre il territorio. Nei periodi piovosi, comunque, alcuni tratti saranno decisamente più impegnativi da affrontare per la presenza di fango.


Note:

La descrizione del percorso e la traccia che si può scaricare al link sotto all’altimetria, naturalmente, non tengono conto di eventuali interruzioni/impraticabilità che dovessero verificarsi per cause occasionali o di nuove chiusure di fondi attraversati.

Le persone riconoscibili in foto hanno fornito il consenso preventivo alla pubblicazione della propria immagine.